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9 giugno 2006
Mozione di sfiducia per il presidente Chen
Taipei (AsiaNews/Scmp) – Il presidente di Taiwan, Chen Shui-bian, dovrà affrontare una mozione di sfiducia presentata dai Partiti di opposizione dell’isola che spingono per allontanarlo dalla guida del governo a causa della accuse per una serie di scandali legati alla corruzione, che lo hanno colpito nell’ultima settimana. Il colpo più duro è arrivato ieri, quando i nazionalisti del Kuomintang [Kmt] hanno deciso di unirsi al People First Party [Pfp] nella presentazione della sfiducia, sulla quale si voterà martedì 13 giugno durante una sessione straordinaria del Parlamento. Ma Ying-jeou, presidente del Kmt, ha spiegato ieri alla direzione generale del suo Partito che ha deciso di unirsi al voto di sfiducia in quanto “il presidente Chen si è rifiutato di dimettersi in maniera volontaria, nonostante aumentino in maniera esponenziale le accuse di corruzione contro i membri della sua famiglia e del suo governo”. “Chen è al potere dal 2000 – ha aggiunto Ma – ed il suo governo non è riuscito a raggiungere gli scopi previsti per l’economia dell’isola, così come ha fallito nel rispondere alle aspettative popolari su molte altre questioni. Tuttavia, quello che ha fatto più male al popolo di Taiwan è stata la sua incapacità di controllare la corruzione fra i membri del suo governo e della sua stessa famiglia”. “Tutti coloro che vivono qui – ha spiegato il presidente del Kmt – hanno visto la famiglia presidenziale usare l’influenza del capo di Stato per rubare le risorse del governo, speculare sul mercato azionario, interferire nelle operazioni finanziarie di grandi industrie e collaborare con uomini d’affari. Se il presidente non è in grado di controllare tutto ciò, vogliamo che Taiwan butti altri due anni?”. Chen Shui-bian è infatti al suo secondo mandato consecutivo, la cui scadenza è prevista per il 2008. Lo scandalo che lo ha travolto è nato dal coinvolgimento di suo genero, Chao Chien-ming, in una operazione di insider trading [utilizzo di informazioni riservate per condizionare il mercato azionario ndr], ma si è aggravato dopo alcune accuse secondo cui sua moglie, Wu Shu-chen, è coinvolta in operazioni poco chiare all’interno di banche di grande prestigio e sulla nomina di dirigenti d’impresa. L’unione fra il Kmt ed il Pfp, comunque, non basta per rovescia il governo: i nazionalisti hanno dunque chiesto ai democratici-progressisti, il Partito del presidente Chen, di unirsi a loro. “Chiediamo al Partito democratico – ha concluso Ma – di fare un sacrificio per amore di giustizia. Il voto della prossima settimana non ha nulla a che fare con la logica politica, ma è una riforma contro la corruzione. Dopo questa situazione, se il Partito di Chen rifiuta di schierarsi dalla parte del popolo di Taiwan, verrà giudicato dalla storia”. Secondo gli analisti politici dell’isola, senza il voto democratico la mozione ha poche speranze di passare: per far cadere il governo, infatti, servono i 2/3 dei voti totali del Parlamento. Il voto parlamentare dovrebbe poi essere convalidato da un referendum popolare.
| inviato da il 9/6/2006 alle 12:52 | |
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7 giugno 2006
Sweetheart like you
Well the pressure's down the boss ain't here He's gone off for awhile They say that vanity got the best of him But he sure left here after sundown By the way that's a cute hat that you're wearing And that smile so hard to resisit But what's a sweetheart like you doing in a dump like this?
You know I once knew a woman who looked like you She wanted a whole man not just a half She used to call me sweet daddy when I was a child You kinda remind me of her when you laugh To deal in this game you must make the Queen disappear It's done with a flick of the wrist What's a sweetheart like you doing in a dump like this?
You know a woman like you should be at home That's where you belong Watching out for someone who loves you true Who would never never do you wrong Just how much abuse you can take Well there's no way to tell by that first lonely kiss What's a sweetheart like you doing in a dump like this?
You know you can make a name for yourself You can hear them tires squeal You can be known as the most beautiful woman Who ever crawled across cut glass to make a deal
You know, news of you has come down the line Even before you came in the door They say in your father's house there's many mansions Each one of them got a fireproof floor Snap out of it baby people are jealous of you They smile in your face but behind your back they hiss What's a sweetheart like you doing in a dump like this?
Got to be an important person to be in here, honey Got to have done some evil deed Got to have your own harem when you come in the door Got to play your harp until your lips bleed
They say that patriotism is the last refuge To which a scoundrel clings Steal a little and they throw you in jail Steal a lot and they make you King There's only one step down from here, baby It's called the land of permanent bliss What's a sweetheart like you doing in a dump like this?
- Rod Stewart -
| inviato da il 7/6/2006 alle 11:39 | |
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24 maggio 2006
Calo di popolarità per il DPP
Taipei (AsiaNews/Scmp) – Non ha avuto successo il tentativo di Chen Shui-bian di recuperare credibilità attraverso manovre di politica estera. L’indice di popolarità del presidente di Taiwan ha infatti toccato un nuovo record negativo. Chen è sotto accusa perché il suo governo ha ottenuto pochi risultati e perché la sua famiglia è stata colpita da una serie di scandali. Secondo l’ultimo sondaggio dell’università privata Shih Hsin l’indice di gradimento per il presidente è caduto sotto al 16%. Solo due mesi fa un sondaggio simile del Dpp, il Partito democratico al governo, aveva registrato un indice di gradimento pari al 18%. Ancora più basso è il dato di una statistica del Taiwan Solidarity Union, partito che appoggia il Dpp: l’indice di popolarità si ferma al 5,8%. L’università di Shih Hsin ha intervistato 1063 persone. Il 70,4 dichiara di non essere soddisfatta del lavoro del presidente. Di queste il 40,7% disapprova in modo totale l’opera di Chen e del suo governo. Un altro sondaggio del quotidiano United Daily News fissa l’indice di gradimento al 20%, il dato più basso da quando nel 2000 Chen è diventato presidente. Il dato che dovrebbe preoccupare di più il presidente, però, è che gli abitanti di Taiwan che disapprovano il lavoro di Chen passano in una settimana dal 55 al 60%. La perdita di popolarità di Chen ha ripercussioni anche sul Dpp: secondo il quotidiano l’indice di approvazione è sceso al 17%. Non solo gli analisti ma anche gli stessi funzionari del Dpp sono convinti che alla base della perdita di popolarità ci siano gli scandali finanziari che hanno colpito la famiglia Chen. “Chen Shui-bian - dichiara Emile Sheng Chih-jen, professore di Scienze politiche all’università di Soochow - pensava di poter alzare il suo indice di popolarità grazie ai viaggi in Indonesia e Libia, Paesi non alleati a Taiwan, ma al suo ritorno lo attendeva un altro scandalo, cioè l’accusa di insider trading a carico del suo genero”. Chen infatti al ritorno dal suo viaggio in America Latina si era fermato a Tripoli e in un isola indonesiana. Appena tornato a Taiwan però ha saputo dalla stampa che il dottor Chao Chien-ming, sposato con sua figlia, è sospettato di malversazioni nella suddivisione di una azienda vicina al fallimento. Questo scandalo segue di poche settimane una accusa a carico della moglie di Chen, Wu Shu-chen. La moglie del presidente è infatti accusata di manovre finanziare poco chiare. Yeh Yi-chin, deputato del Dpp, rende noto che lo scandalo che ha interessato il dottor Chao ha irritato Chen, che non pensava che suo genero avrebbe utilizzato la sua posizione per manovre che potessero danneggiare la posizione del presidente. Chao ha lasciato giovedì 18 maggio il Dpp nonostante si sia scusato per la manovra finanziaria.
| inviato da il 24/5/2006 alle 11:1 | |
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12 maggio 2006
Ambasciatore ROC presso la santa sede si converte al cattolicesimo
Città del Vaticano (AsiaNews) – La spinta morale del confucianesimo non era sufficiente a portare gioia; la meditazione buddista non vinceva la solitudine: nel cristianesimo ha scoperto invece il colloquio con Dio e l’esemplare vita di tante persone. Per questo, Chou Seng Tou, ambasciatore della Repubblica di Cina (Taiwan) presso la Santa Sede, il 17 aprile di quest’anno si è fatto battezzare. Da quel giorno Chou Seng Tou si definisce “una persona nuova”. Ora vorrebbe lavorare per la libertà religiosa in Cina. “La differenza fra Taiwan e Cina sulla libertà religiosa – spiega - è forte. A Taiwan c’è chiara distinzione fra Stato e Chiesa. Ho avvertito i miei superiori che ero divenuto cristiano solo dopo il mio battesimo: l’essere battezzato è una mia decisione personale. Se io fossi stato ambasciatore della Cina popolare, e fossi divenuto cristiano, mi avrebbero richiamato subito a Pechino e magari mi messo in prigione!”. Tou è stato battezzato dal prelato dell’Opus Dei, mons. Javier Echevarria Rodriguez, nella sua parrocchia di sant’Eugenio. Erano presenti mons. Giovanni Lajolo, “ministro degli esteri” e altre personalità della Santa Sede e del mondo diplomatico a Roma. Il nome con cui sono stato battezzato è Cristoforo, il pellegrino che porta sulle spalle Gesù bambino. Il mio desiderio è portare Gesù al mondo cinese e anche alla Cina popolare e a Taiwan. Ogni giorno prego - dice Tou -: "Signore aiutami a vedere cosa devo fare per compiere il significato del mio nome. Una cosa che vorrei è lavorare per la libertà di religione in Cina. La Repubblica popolare cinese ha una paura folle delle religioni e della Chiesa cattolica in particolare. Eppure la Chiesa cattolica a Taiwan, a Hong Kong, a Macao, a Singapore fa delle cose davvero meravigliose, apprezzate dalla società. La Chiesa esalta i valori spirituali che sostengono anche la costruzione sociale. Se incontrassi i leader di Pechino direi loro: Non abbiate più paura. Se alla Chiesa si dà più libertà, nella società ci sarà più amore, più pace, più riconciliazione".
| inviato da il 12/5/2006 alle 10:33 | |
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13 aprile 2006
Lascia una testimonianza - your testify
 Vorrei chiedere a tutti coloro, italiani e non, che passano su questo blog e che sono legati per qualche ragione a Taiwan di lasciare un commento di seguito, anche un semplice "ciao" va bene :)
 Welcome everybody to my Taiwan's blog. No matter if you are italian or foreign, if you have any bond with Taiwan plese leave a comment below.
| inviato da il 13/4/2006 alle 14:23 | |
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6 aprile 2006
Pensieri, sensazioni
In questo momento ho una gran voglia di scrivere anche se non so bene cosa ne' a chi... E' sera la tv passa uno show di cui non capisco nulla, se non qualche frase sparsa qua e la' ma che ormai ha assunto un suono familiare. Sono gli ultimi giorni che trascorro qui prima di ritornare in Italia. Oggi sono stato per la prima volta all'ufficio italiano della cutura e del commercio a Taipei, in pratica una sorta di consolato non ufficiale visto che il nostro paese non riconosce formalmente la sovranita' del governo di Formosa. L'ufficio si trova in un bel grattacielo del centro, a due passi dall' 101, l'edificio piu' alto del mondo. Si tratta di un piccolo ufficio: pareti bianche. una minuscola sala d'attesa vuota, una bacheca di sughero con i manifesti di alcune iniziative culturali italiane e gli appelli per i pochi connazionali che vivono sull'isola... manifesti informaivi delle elezioni politiche 2006... anche qui le vicende dei nostri chairman fanno eco. Per la prima volta mi sono accorto quanto in realta' l'italia sia lontana da qui. Stando in quell'ufficio, un pezzetto di Italia a Taipei, ti accorgi che la distanza e' davvero tanta. D'ove l'Italia? Che fanno le persone che vivono li, che facce hanno? Ragazzi sembra una stronzata visto che ormai e' un po' che vengo qui, ma oggi mi sono reso davvero conto che ero proprio lontano dall'Italia, lontano in tutti i sensi, con la mente, i pensieri le sensazioni. E' incredibile pensare che tra poco saro' catapultato in una realta' che qui si trova solo nei volantini turistici delle agenzie di viaggio o sul menu di starbucks... le altre sensazioni le tengo per me. Saluti
| inviato da il 6/4/2006 alle 17:55 | |
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6 aprile 2006
aggiornamento
Il cuore del dibattito tra il presidente Chen e il suo rivale conservatore, Ma, ha riguardato principalmente due punti: i rapporti politici con la Cina Popolare e la necessita' di ravvivare l'economia taiwanese. Per quanto riguarda questo secondo punto entrambi si sono trovati d'accordo nel collocarlo come la necessita primaria per Formosa nel qui e ora, concordando sulla necessita di trasformare la dialettica politica tra le due anime dell'isola, la verde (il dpp) e la blu (il kmt) in un'occasione di crescita del paese. Per quanto riguarda i rapporti con la Cina popolare Chen e' meno ottimista, diffida delle intenzioni dei cinesi del continente contestando il fatto che l'accordo del 92 sull'unica Cina sarebbe aperto a piu' punti di vista. Ma, invece afferma che la politica di Chen ha trasformato Taiwan in una fonte di problemi e instabilita' nell'area del pacifico (Chen ritiene che la vera causa del'instabilita' sia Pechino e non Taiwan) e pertanto mira a conservare lo status quo puntando su un'accentuazione degli scambi commerciali tra le due parti dello stretto senza pero' svegliare il "grande drago rosso" e sperando che il sonno gli porti qualche saggio consiglio...
| inviato da il 6/4/2006 alle 17:25 | |
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5 aprile 2006
Faccia a faccia DPP vs KMT
Taipei (AsiaNews/Agenzie) – Pechino si prepara a un attacco militare contro Taiwan entro dieci anni: lo ha detto il presidente taiwanese Chen Shuibian durante un confronto televisivo con Ma Ying-jeou, rappresentante dell’opposizione del Kuomintang. Chen accusa la Cina di alterare lo status quo esistente nello stretto, accumulando testate missilistiche puntate contro l’isola ribelle. Il numero di missili puntati contro Taiwan sono ormai 787; nel 2000 erano 200”. L’incremento è di 100-120 all’anno. Secondo informazioni raccolte dal governo di Taipei, la Cina segue un programma in tre stadi: “nel prossimo anno – ha spiegato Chen - essi vogliono incrementare le capacità belliche di emergenza; entro il 2010 le capacità belliche a largo raggio; nel 2015 un’aggressione militare su Taiwan”. Il presidente taiwanese ha messo in dubbio le “buone intenzioni” della Cina verso l’isola, basate sul principio dell’ “unica Cina”. Durante l’infuocato dibattito televisivo Chen ha perfino messo in crisi il principio dell’ “unica Cina” stipulato fra il Kuomintang e le autorità cinesi nel 1992. In quell’anno, negoziatori di Taiwan e della Cina popolare, hanno concluso un incontro ad Hong Kong dicendo che si sarebbero ispirati entrambi al principio che esiste una “unica Cina”. Ma il principio è rimasto sempre ambiguo: per Pechino, l’unica Cina è la Repubblica popolare cinese, di cui Taiwan è una provincia temporaneamente “ribelle”; per Taipei, l’unica Cina è la Repubblica di Cina che in un lontano futuro dovrebbe inglobare anche la Cina sul continente. “C’è solo una Cina, ma ogni parte ha la sua interpretazione”, ha detto Chen. Il presidente taiwanese ha poi sfidato il suo omologo in Cina, il presidente Hu Jintao, di accettare pubblicamente che l’ “unica Cina” può avere “differenti interpretazioni”, ammettendo anche l’interpretazione taiwanese. Entro la fine del mese, il presidente del Kuomintang, Lian Chan andrà in visita a Pechino. Chen ha chiesto a Ma Ying-jeou che Lian discuta con Hu il tema delle “differenti interpretazioni”. Se Hu accetta l’interpretazione taiwanese, Chen si è detto pronto ad aprire dialoghi di pace con Pechino. L’incontro televisivo di ieri è durato più di 2 ore e si è tenuto su richiesta di Ma, tornato da poco da un viaggio negli Stati Uniti, dove la sua linea equilibrata ha trovato sostegno in alcune frange del mondo politico americano. Chen ha rifiutato i consigli di Ma a ridurre la tensione con la Cina aprendo rapporti diretti nei trasporti e firmando un accordo di pace. Chen ritiene Pechino “non affidabile” nelle sue intenzioni pacifiche. (Ho seguito il dibattito passo passo per cui daro' informazioni piu' dettagliate sui punti salienti del confronto in seguito)
| inviato da il 5/4/2006 alle 9:42 | |
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27 marzo 2006
Da sindaco di Taipei a candidato premier: i propositi di Ma
Kuomintang Chairman Ma Ying-jeou said on Thursday that if his party wins the 2008 presidential election and retakes power, it would seek to forge a "modus vivendi" with China for Taiwan to take part in international activities with dignity. Ma made the remarks during a speech given at a luncheon meeting co-hosted by two U.S. think tanks -- the American Enterprise Institute and the Heritage Foundation. Ma said that the proposed "modus vivendi," which will lay out a provisional framework for peaceful engagements across the Taiwan Strait, is one of the KMT's five key policies, which the KMT would begin to promote if and when it re-captures power. Other policies include pushing for the resumption of cross-strait dialogue, seeking to improve cross-strait trade and economic relations, promoting talks with Beijing concerning Taiwan's entry into international bodies, and promoting cross-strait cultural and educational exchanges, according to Ma. Discussing the "modus vivendi" -- a temporary agreement between contending parties pending a final settlement, the KMT head said the accord could take effect in 20, 30, 40, or even 50 years. Under the framework, the two sides dedicate themselves to the maintenance of cross-strait peace, Ma said. Taiwan is willing to play the role of a responsible stakeholder in the region, seeking to maintain constructive relations with Japan, the United States and China, Ma said, noting that Taiwan wants to serve as "a peacemaker, not a trouble-maker." After Ma's speech, the Heritage Foundation's senior researcher John Tkacik Jr. asked the KMT chairman why the party had taken two different approaches in dealing with the two different issues dealt with in a failed referendum held concurrently with the presidential election in 2004. In the referendum, Taiwanese were first asked whether they supported the idea of purchasing anti-missile weaponry to reinforce Taiwan's self-defense capabilities if Beijing does not remove their deployment of missiles targeting Taiwan; and whether they agreed with the idea of the government conducting talks with Beijing to establish a framework for peaceful cross-strait interaction. The referendum failed because less than 50 percent of eligible voters took part. Tkacik accused the KMT of having a "double-standard, " which he described as opposing the Democratic Progressive Party administration's arms procurement package on one hand, while promoting the creation of a peace accord framework on the other. Ma said the two were separate issues. The controversial arms procurement package was part of a government project that required the endorsement of the Legislature, while building a provisional peace agreement has been the KMT's internal policy. (by TaiwanHeadlines)
| inviato da il 27/3/2006 alle 8:26 | |
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23 marzo 2006
Made in Tawan
| inviato da il 23/3/2006 alle 8:2 | |
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